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 MediaMessaggiStudiCaratteristiche chiesa modelloStudio 3     dicembre 14, 2018  
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Le caratteristiche di una chiesa modello

Studio 3


 
 

 

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Le Caratteristiche di Una Chiesa Modello: L'Adorazione - Atti 2:43 LA CONDOTTA - Nel Privato - vita in famiglia... quando la chiesa si raduna.
 
Quale è l'atteggiamento che predomina nei vari aspetti della tua vita Cristiana? Quale è l'atteggiamento che predomina nei vari aspetti della vita della tua chiesa locale? In altre parole, quale è l'atteggiamento che più di ogni altro caratterizza la tua vita Cristiana? Quale è l'atteggiamento che più di ogni altro caratterizza la tua chiesa locale?
 
Una chiesa dedita all'insegnamento biblico (degli apostoli) e alla comunione fraterna sarà una chiesa caratterizzata dall'Adorazione. Questo sarà l'atteggiamento che più di ogni altro predominerà nella vita dei suoi membri (i credenti che la compongono) e predominerà nella vita dell'intera chiesa quando si raduna come corpo di Cristo. Questa mattina esamineremo la seconda caratteristica di una chiesa modello cioè "L'Adorazione". Se la prima caratteristica di una chiesa modello, come abbiamo visto fin ora, è la Dedizione. La seconda riguarda l'Adorazione.
 
Voglio che ascoltiate alcuni versetti che esprimono il senso dell'adorazione e lo scopo dell'adorazione. In Colossesi 1:16 Paolo dichiara, "poiché in Lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui." In Apocalisse 4:11 Giovanni scrive, "Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà esistettero e furono create."
 
Questi versetti evidenziano che, come dicono alcuni commentatori, "Tutte le cose esistono prima di tutto per la gloria di Dio." Anche la chiesa come indica Efesini 3:21 è stata creata innanzitutto per la gloria di Dio. "... a Lui sia la gloria nella chiesa, e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen."
 
L'adorazione è al centro di una chiesa sana che onori Dio. Vogliamo dunque comprendere l'Adorazione come evidenziato e vissuto nella vita della chiesa locale. L'adorazione presente in una chiesa sana e modello consisterà di due aspetti principali: riverenza e trascendenza. Una chiesa locale modello che onori Dio ed è un testimone efficace per tutti gli uomini avrà due elementi essenziali che caratterizzeranno la sua adorazione: riverenza e trascendenza. Spiegherò tutti e due.
 
Vi chiedo di aprire le vostre Bibbie in Atti 2:42-47. Lettura del passo.
 
Le caratteristiche di una chiesa modello: La seconda caratteristica è l'adorazione e questa adorazione consiste di: riverenza e trascendenza.
 
Guardiamo insieme il primo aspetto dell'adorazione: la riverenza (prima parte del versetto 43).
 
Il nostro passo inizia con un senso di "continuazione" o "proseguimento" dal racconto fin ora precisamente ciò che abbiamo già visto nel versetto 42. La prima chiesa, i primi discepoli, erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere. Da questo punto nel nostro passo Luca prosegue il suo ritratto o quadro della vita della prima chiesa volendo aggiungere qualcos'altro. Che cosa aggiunge o desidera farci vedere della prima chiesa? "Ognuno era preso da gran timore; ..." Osservate ciò che Luca intende sottolineare in questa sua descrizione della prima chiesa nel versetto 43. Riguarda l'espressione "era preso..." È l'enfasi della frase. È inoltre l'enfasi del versetto intero. Osservate la seconda frase. Luca dice, "... e molti prodigi e segni 'erano fatti' dagli apostoli." L'espressione 'erano fatti' ha il senso e l'enfasi identica della prima cioè 'era preso'. Che cosa significa? In tutti e due i casi Luca parla di un avvenimento o degli avvenimenti. Riguarda un qualcosa di 'accaduto'. Parliamo qui di un evento o degli eventi che stavano accadendo nella chiesa. L'idea è di una specie di causa, un causare, accrescere, aumento di..., o degli avvenimenti continui che si moltiplicano. Di nuovo, l'intento è di mostrare una chiesa in cui diverse cose stanno succedendo in mezzo ad essa. Diremo se dovessimo essere li presente, "Ma che cosa sta succedendo li?" C'è molto movimento o una situazione 'movimentata' per via degli eventi che stanno accadendo in essa. Abbiamo un altro esempio del senso della parola in Atti 5:12. Luca racconta, "Molti segni e prodigi 'erano fatti' tra il popolo per le mani degli apostoli; e tutti di comune accordo si ritrovavano sotto il portico di Salomone." Notato il senso della parola "Molti..." Stavano succedendo tanti 'segni e prodigi'. È una chiesa molto movimentata. L'idea dietro questa frase può anche essere espressa come un 'diventare' o un 'fare'. Ascoltate Matteo 4:3, (Satana parlando à Gesù dice) "Se tu sei Figlio di Dio, ordina che queste pietre 'diventino' pani." Sempre in Matteo 5:45 questa volta Gesù dice (parlando dell'amore per i nostri nemici), "affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli 'fa' levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e 'fa' piovere sui giusti e sugli ingiusti." Avete colto dunque l'intento della nostra espressione in Atti 2:43? Riguarda un 'diventare' o 'un fare'. C'è qualcosa che sta accadendo alla chiesa e nella chiesa; qualcosa che sta 'crescendo'... L'azione inoltre dell'essere preso da gran timore e del fare molti prodigi e segni è un azione costante e continua.
 
Che cosa potremmo concludere da questa descrizione di ciò che stava avvenendo nella prima chiesa? È molto significativo. In parole semplici... Dio stava operando in mezzo a loro. Luca solleva il fatto del divino cioè la presenza e la potenza del Signore che operava nella chiesa e evidenziava che la chiesa era Sua. È Sua. L'essere preso da gran timore e il fare molti segni e prodigi non era affatto il merito dei credenti stessi né il frutto degli apostoli. È da notare che la seconda frase nel versetto 43 (né parleremo fra poco) cioè i "molti prodigi e segni" fatti dagli apostoli ha il senso di "molti prodigi e segni" fatti 'per mezzo' degli apostoli. In altre parole, gli apostoli non erano la fonte di questi prodigi e segni ma semplicemente gli strumenti. Chi era la fonte? Dio. Vediamo dunque come nella prima chiesa c'era il senso del divino in mezzo ad essa; un continuo e crescente senso del divino; una continua e crescente spiritualità in essa e i suoi membri; una vera spiritualità e non qualcosa di farisaico o religioso.
 
Notate le implicazioni di questa verità. La chiesa appartiene a Dio. Chiaro. Ma c'è di più. La chiesa è una realtà totalmente estranea al e sconosciuta dal mondo. Non c'è nulla di uguale o che possa paragonarsi ad essa. Perché? Perché la chiesa è divina e in essa c'è la presenza del divino cioè la presenza di Dio in Cristo. L'adorazione nasce dall'operato di Dio in mezzo alla chiesa. Come avviene questo? Ricordando il racconto di Luca fin ora e collegandoci al nostro contesto immediato nel versetto 42 diremo che avviene in parte da discepoli che perseverano nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna. Avviene in parte da una chiesa 'consacrata'; consacrata all'ascolto e all'ubbidienza totale della Parola di Dio e consacrata totalmente agli uni e agli altri cioè la comunione con e il darsi agli altri fratelli in fede. Quando questo accade... Dio opera sempre di più. Notate inoltre come in questo senso l'adorazione riguarda una chiesa e dei membri di chiesa (credenti, discepoli) che nelle loro vite individuali vivono non per i propri interessi e il loro bene ma per essere sempre più conformi a Dio; al Signore Gesù. Questo inoltre significa che, citando alcuni commentatori (parafrasando), "il compito principale di una chiesa non è di risolvere i problemi delle persone o venire incontro alle loro esigenze, piuttosto fare tutto per la gloria di Dio." Di nuovo questi commentatori dicono, "I conduttori e i membri della chiesa devono comprendere che essa (la chiesa) non esiste primariamente per il beneficio dell'uomo, ma per la gloria di Dio e del Figlio suo, il Signore Gesù Cristo." L'adorazione accade quando una chiesa locale pone Dio al centro della propria vita e visione e non l'uomo. L'idea può anche essere trasmessa con una semplice domanda: la chiesa ha aggiunto Cristo al suo cammino mondano o è stata radicalmente trasformata da Cristo e ora vive solo per Lui? Tu hai aggiunto Cristo come una cosa in più alla tua vita mondana e peccaminosa o sei stato totalmente cambiato da Cristo e ora vivi come Suo schiavo? Cristo non vive per te ma tu per Lui. La chiesa non vive per te ma tu per essa.
 
La prima chiesa era una chiesa concentrata su Dio e concentrata sul fare tutto per la Sua gloria. Parliamo qui di un alta veduta di Dio. Di conseguenza il Signore 'operava' in mezzo ad essa. Fin ora abbiamo visto il senso di questo operato cioè una crescita e aumento della Sua presenza in mezzo ad essa; un fare diventare o accadere degli eventi nella chiesa provando e mostrando chiaramente la Sua presenza e la realtà divina della chiesa.
 
Osservate come primo risultato di quest'opera e presenza del Signore in mezzo alla chiesa era il profondo senso di 'timore'. Ecco la riverenza.... Di nuovo tornando alla prima parte del versetto 43 notiamo che "Ognuno era preso da 'timore'." Ciò che accadeva nella chiesa in base alla sua consacrazione era un aumento e crescita di timore. Questa parola parla di un "timore riverenziale nei confronti del Signore". La parola è ripetuta da Luca in altre parti di Atti. Ascoltate il capitolo 5:5 (dopo la morte di Anania) Luca dice, "È un gran timore prese tutti quelli che lo udirono." Nel versetto 11 dello stesso capitolo, ora davanti alla morte di Saffira, Luca di nuovo scrive, "Allora un gran timore venne su tutta la chiesa e su tutti quelli che udivano queste cose." In Atti 19:17 davanti agli eventi drammatici dei sette figli di Sceva essendo stati aggrediti violentemente da uno spirito maligno Luca racconta, "Questo fatto fu risaputo da tutti, Giudei e Greci, che abitavano a Efeso; e tutti furono presi da gran timore, e il nome del Signore Gesù era esaltato." L'idea riverenziale è molto chiara in Matteo 17:6. Nella trasfigurazione di Gesù, i discepoli, dopo aver udito la voce di Dio, "caddero con la faccia a terra e furono presi da gran timore." È tra l'altro una reazione ben nota in altri passi biblici. Deriva da una riconoscenza di essere stato nella presenza di Dio. In Isaia 6:5 il profeta davanti alla visione di Dio nel tempio dichiara, "Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il Signore degli eserciti!" In Ezechiele 1:28 il profeta davanti all'immagine della gloria di Dio dice, "A quella vista caddi sulla mia faccia, ..." In Apocalisse 1:17 Giovanni scrive, "Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma Egli pose la sua mano destra su di me, dicendo: "Non temere, io sono il primo e l'ultimo, ..." In Marco 4:41, dopo che Gesù calmò la tempesta Marco scrive dei discepoli, "Ed essi furono presi da gran timore e si dicevano gli uni e gli altri 'Chi è dunque costui, al quale persino il vento e il mare ubbidiscono." Vedendo Gesù camminare sul mare Giovanni racconta che i discepoli "ebbero paura" (Gio 6:19). In Luca 12:4-5 Gesù dichiara, "non temete quelli che uccidono il corpo ma, oltre a questo, non possono far di più. Io vi mostrerò chi dovete temere. Temete colui che dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella geenna. Si, vi dico, temete lui." Notate il senso di timore. È un rispetto riverenziale, c'è un senso di giudizio, e anche un esortazione alla purezza e santificazione. Ascoltate la descrizione che Luca fa della chiesa in Atti 9:31. "Cosi la chiesa, per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria, aveva pace, ed era edificata; e, camminando nel timore del Signore e nella consolazione dello Spirito Santo, cresceva costantemente di numero." Che cosa fa crescere la chiesa ... anche numericamente? Il timore del Signore. Pietro dice nella sua prima lettera al capitolo 1:17, "E se invocate come Padre colui che giudica senza favoritismi, secondo l'opera di ciascuno, comportatevi con timore durante il tempo del vostro soggiorno terreno." In 2 Corinzi 7:1 Paolo dichiara, "Poiché abbiamo queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio." In Filippesi 2:12 è di nuovo Paolo che esorta, "adoperatevi al compimento della vostra salvezza con timore e tremore; ..." Il nostro passo stesso in Atti 2:42-47 dimostra questo stile di vita vissuto dalla prima chiesa: i vv 44-46 evidenziano una chiesa che condivide i suoi beni e evangelizza con gioia; il v 47 sottolinea una lode continua; una continua adorazione come stile di vita, e in fine Luca menziona la benedizione che nacque da questo tipo di vita cioè "il Signore aggiungeva al numero ogni giorno quelli che venivano salvati." Come è il tuo timore di Dio? Hai un cammino timorato del Signore? Vivi la tua vita con timore e tremore? Il credente e la chiesa consacrata è un arma e strumento letale nelle mani del Signore, non c'è né più potenti.
 
È il timore di Dio potremmo dire che porta i discepoli (credenti) in chiesa quando la chiesa si raduna. È il timore di Dio che costringe a un pastore o degli anziani di predicare ed insegnare tutto il consiglio di Dio in modo completo e accurato. È il timore di Dio che costringe ad un credente d'intervenire nella vita di un altro quando quest'ultimo ha commesso un offesa. È il timore di Dio che porta una chiesa a disciplinare i suoi membri per peccati commessi e il rifiuto d'abbandonare questi peccati. È nel timore di Dio che un membro riceve una riprensione e correzione da un altro con umiltà e gratitudine. È nel timore di Dio che un fratello perdona l'altro. È nel timore di Dio che un marito ama sua moglie e gli fa piacere onorandola e dandosi per lei; purificandola con l'acqua della Parola (vice versa). È nel timore di Dio che una chiesa da denaro anche con sacrificio per sostenere la sua vita e le sue guide. È nel timore del Signore che figli crescano ubbidendo ai loro genitori. È nel timore di Dio in fine che la chiesa si sottometta alle guide nell'ubbidienza alla loro autorità e alla Parola del Signore. La chiesa vive nel timore di Dio. E notate bene. Non è una superficialità nel senso che si osservano delle regole e tradizioni ma è invece di proprio cuore a l'unico Dio che conosce i cuori.
 
Le caratteristiche di una chiesa modello riguardano l'adorazione come seconda caratteristica o secondo pilastro della chiesa dopo la dedizione. L'adorazione stessa è composta da due elementi: il primo l'abbiamo notato ed è la riverenza. Ora passiamo e concludiamo con il secondo: la trascendenza.
 
Il nostro passo conclude con il secondo evento che stava accadendo nella prima chiesa: "prodigi e segni" fatti dagli apostoli. Quale è l'intento dietro questi "prodigi e segni"? Atti 14:3 da una buona spiegazione. Luca scrive, "Tuttavia rimasero là per molto tempo (Paolo e Barnaba), predicando con franchezza e confidando nel Signore che rendeva testimonianza alla Parola della sua grazia e concedeva che per mano loro avvenissero segni e prodigi." Ecco lo scopo dei segni e prodigi: "rendere testimonianza alla Parola di Dio". In Ebrei 2:3-4 l'autore dice (esortando i suoi lettori all'impegno di seguire la verità), "come scamperemo noi se trascuriamo una cosi grande salvezza? Questa, dopo essere stata annunziata prima dal Signore, ci è stata poi confermata da quelli che lo avevano udito, mentre Dio stesso aggiungeva la sua testimonianza alla loro con segni e prodigi, con opere potenti di ogni genere e con doni dello Spirito Santo, secondo la Sua volontà." Notate la progressione in cui Dio ha confermato la Sua Parola: prima con il Signore Gesù, poi dagli apostoli, e poi con segni e prodigi. Quale è la conferma che la chiesa (noi) abbiamo oggi? La Parola scritta e completa; la tua e la mia Bibbia. Dunque, questi segni e prodigi erano temporanei e per un tempo eccezionale cioè "l'alba di una nuova epoca" come menzionano alcuni commentatori; un epoca apostolica che vide la nascita della chiesa. È qui in modo particolare che conoscere l'aspetto transizionale del libro degli Atti diventa fondamentale. Altrimenti rischiamo di considerare questi prodigi e segni ancora parte dell'attività della chiesa nei nostri tempi quando in modo assoluto non lo sono. Hanno invece cessato d'esistere. È inoltre da dire in questo senso che i segni e prodigi erano esclusivamente fatti dagli apostoli o dai loro collaboratori come evidenziano Atti 5:12-16 e 6:8 (in questo caso Stefano). In 2 Corinzi 12:12 Paolo dichiara, "Certo, I segni dell'apostolo sono stati compiuti tra di voi, in una pazienza a tutta prova, nei miracoli, nei prodigi e nelle opere potenti."
 
Lo scopo di nuovo di questi segni era di sottolineare la potenza divina cioè la potenza di Dio e confermare la Sua verità, il Vangelo. Altrimenti questi segni e prodigi non avevano nessun valore in se stessi. Voglio che notiate inoltre come la chiesa nasce con segni prodigi. In Atti 2:3 apparvero delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Nel v 4 tutti furono riempiti dallo Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue (possiamo dire giustamente secondo il contesto: lingue conosciute). C'è di più. La chiesa fu profetizzata avendo con essa la presenza di segni e prodigi. Guardate la profezia del profeta Gioele citata da Pietro in Atti 2:17-20. Che cosa significa? Significa che i segni e prodigi non erano un fenomeno anormale ma ben parte del piano di Dio. Avevano in questo piano prestabilito e profetizzato il ruolo di "puntare" alla potenza di Dio nella salvezza. È per questo che Pietro e gli altri apostoli enfatizzarono il 'ravvedimento' dopo la manifestazione dei segni e prodigi. Notate il ravvedimento dopo il suo messaggio in 2:38 e in 3:19 dopo la guarigione di uno zoppo (e sono solo alcuni esempi). I segni e prodigi indicano che la potenza di Dio è (era) in mezzo a loro ed era soprattutto nella chiesa. Ecco il significato della trascendenza. La chiesa possiede un messaggio e una testimonianza trascendente cioè quando vissuta nella consacrazione e alla presenza di Dio porta alla potenza di Dio. Dunque, insieme alla riverenza abbiamo qui presente per mezzo della trascendenza un adorazione ripiena della presenza e della potenza del Signore. Questa è la capacità sovrannaturale della chiesa. A che cosa servono metodi e tecniche pragmatiche? Risposta: Nulla. A che cosa serve una religiosità e una vita vissuta sulla base di regole e tradizioni: Risposta: Nulla. Poiché la vera efficacia della chiesa risiede nella sua natura divina che porta ad un adorazione che di conseguenza esalta la presenza e la potenza di Dio (riverenza e trascendenza). Notate come il tutto risiede non nell'istituzione, organizzazione, né in qualche programma particolare ma nella vita dei credenti stessi. È la tua vita e la mia che rende la chiesa come questo tipo di testimone e promuove questo tipo d'adorazione. Notate come il timore nel nostro versetto viene prima dei prodigi e segni. Perché? Perché sottolineato è la priorità dei credenti stessi di vivere come modello ed avere una vera adorazione.
 

Come è la tua vita? Come è la tua chiesa? (la nostra)? Esprime la vera adorazione composta di riverenza e trascendenza?



  
 
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