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 MediaMessaggiStudiLa grazia e la disciplinaStudio 2     dicembre 14, 2018  
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La grazia e la disciplina nella famiglia e nella chiesa - studio 2

 

Studio 2

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Introduzione:

Nel NT il termine disciplina o correzione (Ef 6,4; Ebr 12:5,7,8,11) viene dalla parola greca “paideia” che potremmo tradurre anche con “educazione”, e corrisponde alla figura del “pedagogo”, sostantivo in gr paidagwgos.

(In Ef 6,4 il termine “allevare” è lo stesso tradotto con “nutrire” in cp 5,29 e appare solo in questi 2 posti in tutto il NT).

Il sinonimo “autocontrollo”, è usato in 2. Tim 1.7 e Gal 5,22; ma viene da due parole diverse:

A) Gal 5,22: Autocontrollo viene da egkrateia o egkratenetai, ed è usato anche Atti 24, 23, 1. Cor 7,9 e 9,25; e in 2. Pietro 2,6. e significa “astenersi, castità, contenersi, essere temperati”. Gal 5,22: dice che è l’ultimo aspetto del frutto dello Spirito.

B) 2. Tim 1,7: Autocontrollo qui, greco sofronismous, è tradotto con “essere assennato in Ti 2,2; essere di buon senso in 2.Cor 5,13; essere moderati in 1.Pietro 4,7; essere sobri in Rom 12,3; e essere “sano di mente” in Marco 5,15.

Disciplina nel NT non ha niente a che vedere con l’uso della forza, con la violenza, con l’alzare la voce, ma è l’espressione di un atteggiamento maturo che gestisce le proprie risorse in modo controllato per migliorare la situazione in cui uno vive. Investe al meglio le proprie risorse per raggiungere l’obiettivo che sta davanti.

Tutti e due termini presuppongono un autocontrollo come scelta, si tratta di una decisione volutamente assunta come libera scelta.

Non è p.e. come in 1. Pietro 1,6-7 dove la fede dovrebbe crescere attraverso il superamento delle prove che vengono dall’esterno.

La disciplina, l’autocontrollo è un frutto dello Spirito di DIO, e ha a che fare con il nostro atteggiamento! Solo nella misura in cui concedo spazio all’opera di Dio in me, sarò autodisciplinato o controllato nei miei pensieri, nelle parole e azioni.

La testimonianza personale di Paolo e alcune applicazioni per noi: 1.Cor 9.

Vss 1-3: Il contesto: Paolo è stato accusato dai Corinzi di non essere un “buon apostolo”. Lo avevano “sottoposto a inchiesta”. Secondo un certo linguaggio caro qualche volta a qualcuno in alcuni ambienti “si trova messo sotto disciplina dalla chiesa di Corinto”.

Paolo replica alle accuse dimostrando come lui viveva la sua vita nella disciplina davanti al Signore.

Vss 4-12a: Paolo elenca tutta una serie di diritti che spettavano a lui, se non avesse voluto essere diverso dagli altri apostoli o fratelli che svolgevano un ministerio itinerante, e che portavano con loro le proprie moglie, e si lasciavano ospitare e sostenere dalle persone e/o chiese visitate.

Si tratta di diritti legittimi, (vedi vss 13-14) e se Paolo avesse goduto i vari diritti durante il suo ministerio, avrebbe fatto niente di strano o di diverso da ciò che facevano gli altri e che era percepito come un “comportamento normale”.

V 12b: ma NON abbiamo fatto uso di questo diritto…. è abbiamo scelto un’altra linea di condotta, liberamente, volontariamente! Anche se sarebbe stato comodo fare diversamente.

Sopportiamo ogni cosa……; rinunciamo ….; ci asteniamo da …..; ecco la disciplina di Paolo!

Perché tutto questo? è Abbiamo scelto di non creare alcun ostacolo al Vangelo di Cristo!

L’importanza di un obiettivo chiaro e forte: La diffusione, la proclamazione del Vangelo di Cristo! La buona notizia che Dio ha provveduto la salvezza per grazia, e non per l’osservanza della legge! La grazia e la verità sono venute in Cristo e Paolo è diventato un portavoce di questo messaggio!

Vs 15a: Paolo non ha fatto alcuno uso di questi diritti … e non voleva essere equivocato…! 15b:Anche la morte non gli avrebbe potuto fare cambiare idea!

Paolo aveva un obiettivo chiaro nella sua vita!

Senza obiettivo chiari, è difficile vivere una vita moderata, equilibrata, regolata. Comprendiamo la sua radicalità nel disciplinarsi solo guardando un po’ nel suo cuore!

Vss 16-23:

16: “guai a me se non evangelizzo….!”

17: O lo faccio volenterosamente o non, comunque ….. l’evangelizzazione mi è stata affidata!

Paolo viveva in funzione dello scopo assegnatogli da Dio!

17: pur essendo libero da tutti (non era schiavo o servo degli uomini), invece per scelta sua, … “mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero”!

Due osservazioni:

- Enorme umiltà, (difatti: servo = gr. doulos), lui che:

* Ha avuto una formazione eccellente e superiore a molti suoi uditori,

* aveva la doppia cittadinanza romana e giudaica,

* aveva comunque incontrato Gesù di persona e aveva delle credenziali eccellenti!

- Enorme disciplina

* doveva assaggiare cibo sconosciuti

* doveva affrontare viaggi scomodi

* la sua vita era piastrellata di rinunce, sacrifici e sofferenze (vedi 2.Cor 11, 16-29)

Ogni cosa era sottoposta al raggiungimento dell’obiettivo a lasciarsi usare da DIO esclusivamente per la proclamazione del Vangelo e perché voleva “salvarne ad ogni modo alcuni”, v 22!

Era il suo desiderio maggiore

La sua vita era “occupata” dal ministerio, non erano rimasti spazi disponibile per altro. Non permetteva da altre cose di “entrare nella sua vita”!

Paolo si sottoponeva volontariamente a tale disciplina per non mancare l’obiettivo.

Vs 24-27:

Non sapete? Ma sembra che vi dico una “cosa strana”?

25: Vivo temperando ogni cosa…

26: Vivo correndo, ma non in modo incerto! Ho gli occhi fissi sul traguardo;

Vivo lottando, ma non faccio “buchi nell’acqua”, colpisco dove devo colpire come il pugile

27: tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché …. Non voglio cadere in contraddizione e alla fine essere squalificato!

Il mio corpo serve all’unica e nobile causa del progresso del Vangelo. Perciò lo mantengo in forma! Trattare duramente non significa “abusarne” o procurarsi castighi fisici in segno di “essere un duro”!

Ma significa: Vivere come un atleta che si allena e si preparar alala prossima gara: ciò comprende cibo e bevande per mantenermi in forma; tenere la mente pulita e allenata, quindi: studio; cresco in conoscenza; sonno; castità sessuale; buon uso del suo tempo; ecc..

Quindi:

- Io metto da parte i miei diritti,

- Io vivo per lo scopo assegnatomi da DIO

- Evito tutto ciò che non mi rafforza!

Ostacoli principali alla disciplina:

a) l’orgoglio! Sarò sottomesso ad uno scopo assegnatomi se sono umile! Matteo 20,28

b) La paura, il timore di “perdere” qualcosa: “Signore, noi abbiamo lasciato ogni cosa,….! Marco 10,28.

c) La pigrizia: che a volte si nasconde dietro frasi che sembrano essere tanti alibi comodi…!

Essere disciplinati, moderati, richiede:

- fede: che vince i timori e l’orgoglio

- fede: che accetta una vita sotto la guida e il controllo dello Spirito Santo

- fede: che vede la ricompensa (v 18 e 23) nel raggiungimento dello scopo stabilito da DIO!

Domanda: A che cosa abbiamo dedicato la nostra vita? è tanti scopi nobili come:

Al lavoro come “fine a se stesso?”

All’essere credente come “fine a se stesso?”

Alla famiglia intesa come “essersi sistemati” come “fine a se stesso?”

Al ruolo di essere marito e padre come “fine a se stesso?”

Se come credenti salvati per grazia non abbiamo uno scopo preciso per la nostra vita che in qualche modo è legato al progresso del Vangelo, saremo difficilmente disciplinati e attenti alle nostre scelte! Rimaniamo tentati di lasciarci distrarre e attrarre da altro!

Occorre una sana disciplina che

* stabilisce obiettivi validi alla gloria di Dio

* stabilisce priorità giuste

* compie le scelte giuste

* riflette l’atteggiamento del servo della causa di Cristo. La nostra vita deve servire a LUI!

….. altrimenti tutto i nostri sforzi non servono a niente!

Gal 2,20, Paolo dice: “sono stato crocifisso con Cristo, non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me. La vita che vivo ora nella carne, al vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me.”

Il credente non vive più per se stesso.

Il credente vive per servire il Signore, attraverso il servizio al prossimo, in famiglia, nella chiesa, nella società al posto dove Dio ti ha messo.

(Chi ha scelto di vivere così deve preoccuparsi oltre della tutela dei bisogni e del benessere materiale di loro, anche della salvezza delle persone intorno a noi!)

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